Eutanasia: La promessa dell'assassino

Eutanasia, una parola complicata, chiacchierata e ruvida per descrivere un evento occorso per millenni tra la razza umana: Il suicidio assistito.
Non è nella natura e nei fini di questo giornale entrare nel merito del dibattito legislativo su tale condizione, quindi, nonostante la mia posizione personale favorevole al garantire quello che considero un diritto inalienabile alla scelta, mi limiterò a porre a me stesso e a voi lettori alcuni interrogativi solo di natura sociale e psicologica.

Primi passi verso la professione: intervista ad Ada Moscarella (parte 2)

Nella scorsa intervista abbiamo parlato di libera professione, ed accennato all’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Psicologi (ENPAP), di cui Ada Moscarella è attualmente Consigliere ad Indirizzo Generale. Che cos’è ENPAP?
Si tratta di una fondazione di diritto privato volta ad attuare le tutele previdenziali e assistenziali in favore degli Psicologi che esercitano la propria attività come liberi professionisti.
 
Oggi chiediamo ad Ada…

Nuove tecnologie e promozione della professione: intervista a Carolina Strada

L’utilizzo della tecnologia nella pratica professionale non è certo una novità: dai training riabilitativi svolti al pc, all’utilizzo di videogiochi, fino ad ambiti di ricerca ormai non più pionieristici, come quelli legati all’Intelligenza Artificiale. Tuttavia, oggi sempre di più la psicologia ha a che fare con la tecnologia dell’informazione e della comunicazione: social network, pagine webe comunicazione a distanza. Queste tecnologie aprono spazi importanti per ripensare alle tecniche di promozione della professione e al modo stesso di svolgere le nostre attività professionali.

Artigiani ed Architetti

L’esperienza dello studio approfondito, dell’acquisizione sistematica delle conoscenze, è un’opera di artigianato. Per anni, studiando, scolpiamo il nostro sapere, costruiamo architetture plastiche con le quali stabiliamo e rimaneggiamo continuamente le relazioni che legano ogni contenuto. All’inizio gettiamo le fondamenta assorbendo in modo quasi acritico ciò che menti ben più sagge ed esperte di noi ci propongono, ma man mano ciò che impariamo davvero è una metodologia che trascende i contenuti e che diventa un modo di approcciarsi alle evidenze, di qualsiasi natura esse siano. Arriviamo a nutrire una illusoria fede nei pilastri e negli architravi che fabbrichiamo affinché il nostro cammino da neofiti della scienza sia meno caotico. Eppure, il mio personale percorso mi ha condotto ad un punto critico: per quante informazioni fossi in grado di acquisire e rimaneggiare, ritrovavo in modo ricorrente un aspetto non completamente afferrabile nella sua natura profonda. Maggiore è la quantità di conoscenze con cui mi devo confrontare, più intensa diventa questa frustrazione paradossale. Essa riguarda una sorta di consapevolezza intuitiva dei legami fra i diversi piani di realtà nell’ambito dello studio della mente, i quali tuttavia inevitabilmente sfuggono alla descrizione scientifica sistematica.

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