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“Alda Merini, L’altra verità. Diario di una diversa”: ma diversa da chi?

Prefazione di Michele Gnoffo
 
L'autrice dell'articolo Giada Pasquinucci, studentessa della Scuola di Studi Umanistici e della Formazione, corso di laurea triennale in Lettere Moderne Università degli Studi di Firenze, ha toccato un tasto che da sempre viene elicitato; i concetti di normalità, patologia e salute sono in realtà più complessi di quanto comunemente si pensi. La fragilità di tali concetti si esprime nella difficoltà di una univoca interpretazione, ed è “normale” a questo punto che ognuno di noi sia partecipe nel dare un proprio senso soggettivo alla risposta di tale questione. 
Forse è proprio nella tendenza genuina alla comprensione della soggettività che potremmo trovare un'ottica più umana. 
Questo articolo fornisce a mio parere importanti spunti per chi legge, per posizionarsi per un momento in una prospettiva più critica al riguardo di un tema molto intimo perchè si affaccia nell'oscuro mondo delle nostre paure per il diverso e l'estraneo: entrambi aspetti percepibili in chi ci sta accanto, in chi non conosciamo, o in una parte di noi stessi. 
 

Nella mente degli altri - neuroni specchio e comportamento sociale

"Senza i neuroni specchio il mondo che ci circonda potrebbe sembrarci incomprensibile tanto quanto un pianeta popolato da alieni. Probabilmente non avremmo una vita sociale e la nostra sopravvivenza non sarebbe scontata"
Giacomo Rizzolatti
 
Università di Parma, anni ’90: Giacomo Rizzolatti, Luciano Fadiga, Leonardo Fogassi e Vittorio Gallese stanno studiando i neuroni motori, quand’ecco, ironia della sorte, si imbattono in una scoperta che non avevano messo in conto. La chiave di volta? Le noccioline americane. A chi non piacciono?
Lo sperimentatore di turno sta portando alla bocca una manciata di arachidi ed ecco che l’oscilloscopio, lo strumento che rileva l’attività neuronale nei macachi, emette il tipico “tac-tac-tac” puntualmente riprodotto quando la scimmietta è in azione; ma nel nostro caso l’animale è fermo e sta solo assistendo al “furto”.

Il gioco delle passioni

“Nel momento in cui sentiamo di essere attratti in modo irrefrenabile da un’altra persona, quando avvertiamo di essere trascinati nel mondo dell’altro e di non poter opporre alcuna resistenza, ciò avviene perché siamo stati colpiti nella nostra autenticità, perché sono stati chiamati in causa i nostri più antichi desideri e bisogni”
A.Carotenuto 
  
Questo saggio non intende certamente consegnarci l’antidoto per trasformare la nostra vita sentimentale in un’armonica sinfonia priva di stonature. Intento questo, fra l’altro, tutt’altro che eseguibile, considerando che “l’amore razionale, senza ombra di follia e che non registri alcun picco di eccesso forse non esisterà mai” e che l’incontro fra due unicità genererà sempre e comunque un’unità irripetibile. Quella del nostro autore, nonché psicoanalista, Aldo Carotenuto, è innanzitutto e più realisticamente un’indagine sulle relazioni e sui rapporti di coppia, del terreno della condivisione su cui “il gioco delle passioni” timidamente si rende manifesto.

A cuore aperto

Dice la scrittura:
“Ubakharta bakhaim”
“Sceglierai la vita”
 
Percepire lo scorrere del tempo è un’esperienza che viviamo costantemente e non solo la mattina quando suona la sveglia o nell’attesa di un autobus che puntualmente tarda ad arrivare. Colpire una pallina da tennis, rispettare i turni in una conversazione, attraversare la strada implica, se pur non sempre in modo totalmente consapevole, almeno un’analisi sui rapporti temporali fra gli eventi. Ma se è vero che nella quotidianità questo nostro legame con il tempo a stento riusciamo a percepirlo, è altrettanto vero che il ticchettio dell’orologio può diventare tanto scandito quanto assordante a seguito di una diagnosi inaspettata.

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