Neuroscienze

La danza: neurofisiologia e peculiarità culturali – Parte 1

 
Gli esseri umani condividono, prescindendo dalla loro cultura di appartenenza, una molteplicità di codici che spesso si declinano localmente: una di queste forme di espressione, universalmente condivisa ma culturalmente differenziata, è la danza. Che sia ricreativa o praticata come disciplina di intrattenimento e spettacolo, o ancora come parte di estesi rituali culturalmente situati, questa acquisisce un significato equiparabile ad un prodotto, o meglio ancora, ad un bene intangibile.

Aspetti psicofisiologici del sonnambulismo

Il sonnambulismo è un disturbo del sonno, in particolare è una parasonnia del sonno NREM, ovvero un evento indesiderato che si manifesta prevalentemente durante la notte come arousal dal sonno a onde lente (American Academy of Sleep Medicine, 2014).

Il sonnambulismo è un disturbo del sonno, in particolare è una parasonnia del sonno NREM, ovvero un evento indesiderato che si manifesta prevalentemente durante la notte come arousal dal sonno a onde lente (American Academy of Sleep Medicine, 2014). Gli episodi si manifestano tipicamente nel primo terzo della notte, con frequenza e durata variabili; essi sono benigni e normali nell’infanzia, ma diventano rari e maggiormente associati ad atti violenti in età adulta (Bassetti, 2009; Zadra et al., 2013). L’80% dei sonnambuli ha almeno un membro della famiglia con questo disturbo e questo avvalora l’ipotesi che la prevalenza del sonnambulismo sia influenzata da fattori genetici (Hughes, 2007; Bassetti, 2009).

L’aromaterapia: retaggio della medicina antica o nuova frontiera delle neuroscienze?

L’utilizzo delle piante aromatiche a scopo curativo affonda le sue radici nell’antichità, quando la malattia era interpretata come punizione divina e i guaritori erano pochi eletti capaci di interpretare il volere degli dei. Il primo erbario della storia fu stilato dall’imperatore cinese Shen Nung, soprannominato il divino guaritore, autore di oltre 250 ricette consistenti in miscele di erbe e minerali. Ma fu la cultura Egizia la più importante fruitrice di erbe per scopi medici, in particolare papavero e canapa, di cui abbiamo testimonianza tramite i numerosi papiri raffiguranti sacerdoti - gli unici in grado di comunicare con gli dei -  che somministrano elisir di lunga vita e rimedi per le più svariate funzioni - tutt’oggi ancora avvolti da un alone di mistero - incluso il potenziamento della memoria e della concentrazione, la cura di malattie e la conservazione dei corpi dopo la morte (Signore et al., 2013). Questo tipo di medicina di stampo magico-sacerdotale si diffuse nelle civiltà assiro-babilonese, cinese e indiana fino ad arrivare ai greci e ai romani.                                        
Fu Ippocrate nel IV secolo a.C. a dissolvere quell’aura intrisa di misticismo che circondava la medicina erboristica, facendo assurgere questa pratica a dignità di scienza con la fondazione del metodo clinico di diagnosi, prognosi e terapia (Miller & Miller, 1999).

Pagine

Abbonamento a RSS - Neuroscienze