Sociale

L'effetto Lucifero

vi sono in ogni uomo, in ogni ora, due postulazioni simultanee,
una verso Dio, l'altra verso Satana.
(Charles Baudelaire)
Per il numero “natalizio” della rubrica di psicologia sociale, data la consumistica affermazione del pensiero che “a natale siamo tutti più buoni”, ho deciso di affrontare, in modo controcorrente, il tema della sottile linea che separa il “bene” dal “male” all'interno delle dinamiche sociali viste attraverso il filtro interpretativo di un grande psicologo come Philip Zimbardo.
Per fare ciò ho deciso di aprire questo mio articolo proprio con un video del professor Zimbardo riguardante “l'effetto Lucifero”; quello che si genera da tale effetto, per Zimbardo, è che Ciascuno di noi può trasformarsi da Lucifero in Satana, non per predisposizione interna come crede la psicologia quando distingue il normale dal patologico, al pari della religione quando distingue il buono dal cattivo, ma per altri due fattori che sono il «sistema di appartenenza» e la «situazione» in cui ci si viene a trovare.

la gravidanza nell'immaginario: luci e ombre

22 Ottobre 2011, Grosseto. Con l’accusa di infanticidio viene arrestata la mamma di un bambino di 16 mesi.
 
Articoli di questo genere popolano regolarmente i quotidiani italiani: come è possibile compiere un atto così smisurato? Perché? E’ successo all’improvviso…
A quanto pare la maternità non è un argomento “dei 30 anni”, è più vicino a noi di quanto pensiamo: donne, uomini e giovani compresi.
 
Non è mai facile associare a notizie di questo tipo l’immagine della madre; sembra che vi sia una forte aspettativa sociale verso il ruolo materno, necessariamente positivo, sicuro e benevolo.

R.U.L.E.R

L'educazione di un popolo si giudica dal contegno ch'egli tien per la strada. Dove troverai la villania per le strade, troverai la villania nelle case.
Ed
 
 
 
 
 
 

 
R.U.L.E.R
Esercitare il cross-over, questo ci chiede, attualmente, in modo più o meno diretto, il panorama psicologico italiano; spaziare ed integrare unità apparentemente indipendenti, riguardanti la nostra professione, come potrebbero essere la clinica, la ricerca pura, le neuroscienze, la psicologia del lavoro, la psicologia sociale e la bioetica al fine di creare una vera e propria “rete” sinergica complessa che funzioni armonicamente e che risponda, anzi, che sappia rispondere alle enormi architetture comportamentali e di personalità che caratterizzano ogni individuo; dopo alcune riflessione ho, quindi, deciso di affrontare un tema che, a mio avviso, raccoglie ed esprime molto bene il concetto di “cross-over”, in questo caso, nell'ambito sociale dell'istruzione pubblica. Mi riferisco al metodo “R.U.L.E.R”(Recognizing, Understanding, Labeling, Expressing and Regulating emotion ) ed alle implicazioni che esso ha con l'intelligenza emotiva e con rinnovate modalità di comunicazioni di cui tale metodo fa vanto all'interno dei contesti scolastici.

Introduzione al concetto di misura dell'esito in psicoterapia

 
L'uomo ha una tale passione per il sistema e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità per non vedere il vedibile, a non udire l'udibile pur di legittimare la propria logica (Dostoevskjj, memoria della casa dei morti, 1861)
 
Partire dalla fine; questa è la cosa più illogica che, apparentemente, uno studioso potrebbe fare per iniziare una argomentazione. La realtà però, come spesso accade, ci insegna che, anche da quello che potrebbe sembrare un esito, nasca la scintilla per qualcosa di nuovo e diverso, una nuova strada. Sono numerosi gli esempi, concettuali, riguardanti una conclusione che viene utilizzata come punto di partenza per la creazione di qualcosa: mi riferisco, ad esempio, ai progetti per la costruzione degli edifici, dove il tetto, per quanto sia l'ultima cosa ad essere costruita, è la prima che viene calcolata, disegnata, tarata e utilizzata per creare il progetto. Il nostro ambito, però, è la psicologia; quindi prima di definire e trattare quello che rappresenta per così dire “l'edificio”, vorremmo soffermarci ad introdurre quello che rappresenterà, per noi, il “tetto” ovvero il concetto di esito in psicoterapia. Ancor prima, però, di chiarire il concetto di esito, ci sembra giusto definire, a grandi linee, cosa sia una psicoterapia.

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