Analisi descrittiva dei profili cognitivi dei bambini con ADHD alle scale WISC-III e WISC-IV

Angela Correggia

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da patterns persistenti di inattenzione, iperattività e/o impulsività, inappropriati per il livello di sviluppo raggiunto dall’individuo, presenti in diversi contesti di vita del bambino e tali da comprometterne il funzionamento sociale, scolastico e occupazionale (S. Vicari, M.C. Caselli). L’inattenzione si manifesta tramite divagazione dal compito, mancanza di perseveranza, difficoltà a mantenere l’attenzione e disorganizzazione, mentre i sintomi di iperattività e l’impulsività si palesano attraverso un’ eccessiva attività motoria, logorrea e  evidenti difficoltà ad attendere il proprio turno nel gioco o nella conversazione. Per poter porre diagnosi di ADHD,  è necessario, come viene indicato dal DMS-V, che la maggior parte della sintomatologia si manifesti prima dei 12 anni e che questa persista per almeno sei mesi. Il percorso psicodiagnostico è paragonabile a un puzzle costituito da vari elementi: l’osservazione clinica strutturata o semi strutturata del comportamento, la valutazione neuropsicologica,  la valutazione degli apprendimenti e infine la valutazione cognitiva. Sebbene i test neuropsicologici, i questionari per i genitori e insegnanti e la scale di valutazione siano considerate le migliori pratiche per diagnosticare il disturbo, è invalso l’uso di analizzare i profili cognitivi tramite i test di intelligenza, in quanto misurano abilità cognitive come la Working Memory e la Velocità di Elaborazione, che risultano deficitarie in modo peculiare nei bambini con ADHD (Prifitera&Dersh, 1993). Recentemente, la WISC IV ha sostituito la vecchia edizione della scala (Wechsler, 2012). La ricerca di cui parliamo in questo articolo ha lo scopo di determinare le componenti comuni e differenze nei profili cognitivi dei bambini con ADHD ottenuti con le scale WISC-III  e WISC-IV, stabilendo quale dei due strumenti potrebbe essere migliore nell’identificare i punti di forza e di debolezza del bambino con questa diagnosi. Il presente studio mira a replicare, su un campione di 203 bambini italiani, un precedente studio (Susan Dickersons Mayes e Susan L. Calhoun,  2006) sui profili cognitivi dei bambini con ADHD alle scale WISC-III e WISC-IV. Da tale studio è stato possibile inferire un'ipotesi: dalla somministrazione della WISC-IV, al nostro campione, i punteggi medi ottenuti agli Indici di Comprensione Verbale e di Ragionamento Percettivo dovrebbero risultare nettamente superiori rispetto agli Indici di Memoria di Lavoro e Velocità di Elaborazione, mentre i tre punteggi della WISC-III non dovrebbero differenziarsi in maniera così evidente; ciò potrebbe essere segno di una difficoltà di quest’ultima di evidenziare i punti di forza e di debolezza del bambino, ragion per cui l’evoluzione dello strumento potrebbe essere ritenuta più accurata nell’evidenziare un peculiare profilo.  

Il campione del nostro studio era costituito da 203 bambini di cui 177 maschi e 26 bambine con diagnosi di ADHD in regime presso l’ADHD-U.O.2 dell’IRCCS Fondazione Stella Maris. L’età del campione va da una minima di 6 anni e un mese e una massima di 17 anni e un mese. Il campione è stato composto in modo eterogeneo per quanto riguarda i sottotipi: 175 sono di tipo Combinato, 25 sono di tipo inattentivo e 3 Iperattivo Impulsivo. Per poter essere inclusi nel presente studio i bambini dovevano rispecchiare due criteri fondamentali: dovevano aver ricevuto diagnosi di ADHD seguendo il protocollo diagnostico completo e non dovevano presentare un ritardo mentale grave. Gli strumenti utilizzati sono stati: la WISC-III e la WISC-IV. Queste scale sono costituite rispettivamente da 10 e 15 subtest tramite i quali si possono ricavare punteggi quali il Quoziente Intellettivo Totale, QI di Performance e QI Verbale per la WISC-III, mentre per la WISC-IV si può calcolare il Quoziente Intellettivo Totale e quattro Indici: di Comprensione Verbale, di Ragionamento Percettivo, di Memoria di Lavoro e di Velocità di Elaborazione. La WISC-IV rispetto alle altre riedizioni è sicuramene la più innovativa: non si calcolano più il QIP il QIV, è ridotta l’importanza attribuita al QIT e di conseguenza aumenta l’importanza e la specificità dei punteggi compositi rappresentati dagli Indici. E’ stata fatta un’analisi dei dati utilizzando la statistica descrittiva media e deviazione standard delle singole variabili. Sono stati confrontati, tramite le due misure, i punteggi ottenuti ai singoli Subtest e agli Indici dai bambini con ADHD nelle due Scale. I risultati di questo studio hanno confermato le nostre ipotesi di partenza. I bambini con diagnosi di ADHD mostrano, usualmente, ai test neuropsicologici performance carenti laddove si indaga il funzionamento della Working Memory e della Velocità di Elaborazione. Inoltre, in linea con lo studio anglosassone, la WISC-IV rispetto la WISC-III riesce a mettere in evidenza i punti di forza e di debolezza tipici dei profili dei bambini con ADHD. Nello studio sono stati calcolati nello specifico per la WISC-III il QI Totale, di Performance e Verbali. Dai risultati dei punteggi compositi emerge una distribuzione piuttosto omogenea e in linea con la media normativa. Tuttavia, se si osservano i risultati ottenuti ai singoli subtest, si possono cogliere informazioni più indicative: infatti sono stati ottenuti punteggi nella norma in tutti i subtest esclusi il Ragionamento Aritmetico e il Cifrario in cui emergono delle cadute, seppur entro le due deviazioni standard. 

Dalla somministrazione della WISC-IV si possono calcolare invece cinque punteggi compositi. Dal campione si può osservare che i bambini con ADHD ottengono risultati standard rispetto i coetanei negli Indici di Comprensione Verbale e Ragionamento Percettivo, mentre sono registrate delle cadute negli Indici di Memoria di Lavoro e Velocità di Elaborazione. Rispetto allo studio anglosassone in cui bambini ottenevano risultati peggiori nell’Indice di Memoria di Lavoro, i soggetti italiani ottengono risultati inferiori anche nell’Indice di Velocità di Elaborazione. Questi risultati rispecchiano i punteggi ottenuti nei singoli Subtest, dato che lievi cadute sono osservabili nei substest di Rioridinamento di Lettere e Numeri  e Ricerca di Simboli, mentre importanti deficit si registrano in Memoria di Cifre e Cifrario. È in quest’ultimo subtest che i bambini con ADHD in entrambe gli studi ottengono risultati peggiori. Le performance deficitarie in questi subtest rappresentano la conseguenza fedele dell’impairment che questi soggetti  presentano in processi neuropsicologici specifici, vale a dire nella capacità di  memorizzare nuove informazioni, immagazzinarle nella memoria a breve termine e manipolarle per arrivare ad un determinato risultato. Questi bambini, inoltre, presentano anche delle problematicità nel focalizzare l’attenzione, nella rapidità di analisi, nella capacità di discriminare e ordinare sequenzialmente informazioni visive. Questo profilo è stato riscontrato tipicamente nei soggetti con disturbi con una base neuropsicologica (Mayes e Calhoun 2003). 

In conclusione, questi dati ci suggeriscono che la WISC-IV ha maggior capacità discriminativa nell’apprezzare i sintomi dei bambini con diagnosi di ADHD, poiché risulta capace di metterne in evidenza le risorse e i deficit cognitivi. Le cadute specifiche nei subtest che costituiscono gli Indici di Memoria di Lavoro e Velocità di Elaborazione potrebbero essere utilizzati come strumenti indicativi per avvalorare le diagnosi o come batterie di test per lo screening del disturbo che forniscono indicatori preliminari. Tuttavia, questi risultati non acquistano solo un’importanza diagnostica, ma soprattutto riabilitativa. Una diagnosi, anche se ben formulata, serve a poco se poi non segue un intervento terapeutico adeguato.  

BIBLIOGRAFIA