CriticaMente, la nostra storia.

Jacopo Agrimi

“Criticare è valutare, impadronirsi, prendere possesso intellettuale, insomma stabilire un rapporto con la cosa criticata e farla propria.”
Vogliamo partire da questa affermazione di William James per raccontare lo spirito di questo giornale, pagine scritte, per ora senza inchiostro, con la pretesa incosciente di non copiare verità o presunte tali affermatesi nella comunità scientifica odierna. Agiamo senza dimenticare di essere studenti o neolaureati le cui conoscenze della materia sono alla pari di quelle di Robinson Crusoe i primi giorni sull’isola del proprio naufragio.

 
Il primo annoso nodo da sciogliere (tra l’altro non ancora risolto fino in fondo) è stato per noi quale fosse la materia in questione di questo giornale. Facciamo allora un passo indietro e partiamo dall’ambiente in cui siamo cresciuti accademicamente e da cui questo progetto prende le mosse: Il Corso Triennale e Magistrale di Psicologia Clinica e della Salute.
Oramai otto anni orsono il Professor. Mario Guazzelli strutturò in forma di Corso Universitario la sentita esigenza di colmare un limite oggettivo lasciato dalla psicologia italiana. Il fine era di arricchirla di bagagli di conoscenze vasti e trascurati, nutrendo la disciplina dei macroscopici passi avanti della neurobiologia, della neuropsicologia e della psicofisiologia fino alle conoscenze mediche della patologia, della genetica e degli studi sulla qualità della vita.
Ci si chiedeva allora e ci si chiede ancora oggi se uno psicologo possa fare il proprio mestiere senza aggiungere agli strumenti classici della disciplina alcune conoscenze altrettanto indispensabili. Lo psicologo di oggi dovrebbe, a nostro avviso, conoscere il valore ottimale degli zuccheri nel sangue, il tipo corretto di condotta alimentare, come utilizzare lo strumento “dell’enrichment” ambientale per combattere i disturbi dell’umore, quale siano le ripercussioni dello stress sull’omeostasi dell’organismo. Grazie a questa impostazione abbiamo ben presente di quanti cicli sia composta la struttura del sonno e dovremmo saper distinguere i segni di una depressione “classica” da quelli mimati dalle demenze.
Integrare, forse in un certo senso superare, la formazione classica dello psicologo italiano era ed è la missione di questo Corso che continua nonostante la dipartita prematura del suo fondatore. Eppure noi studenti pisani sentiamo quanto ancora questa missione sia da portare avanti perché incompiuta.
La forza e la debolezza di questo progetto stanno proprio nella sua fragilità e nel contempo nella sua straordinaria capacità di trasformazione ed adattamento. Questo giornale, nel suo piccolo, vorrebbe essere un contributo, Critico, alla necessità di rispondere alla domanda di cambiamento di una disciplina da sempre composta da multipli aspetti che dialogano fra di loro. Oggi, dopo tempo dalla sua nascita, possiamo dire che dietro questo percorso ci fosse un bisogno reale, sostenuto dalla credibilità che anno dopo anno abbiamo guadagnato. A testimoniarlo c’è un dato ineludibile: dai 52 iscritti al test di ingresso del 2006 per i 60 posti disponibili, oggi siamo arrivati a quasi 700 domande.
Pochi lo sanno, ma nel rapporto numerico tra candidati e disponibilità di accessi raggiungiamo Medicina e Chirurgia. Questo risultato è figlio sia di una credibilità acquisita sia della necessità sentita in questo Paese di una nuova figura professionale.
 Infine, un’altra originalità di questo percorso ambiamo a rappresentarla noi studenti e neolaureati. Gli “indigeni” di questi Corsi di Studi infatti hanno vissuto insieme ai propri docenti la nascita e il plasmarsi di questo progetto e, in maniera originale rispetto alle altre esperienze accademiche, hanno e potranno fornire un contributo non subalterno nelle future sfide dello stesso. Siamo energia alle prime armi ed in formazione, ma abbiamo l’enorme potenzialità di fornire una visione delle cose attraverso una prospettiva diversa rispetto a quella didattica.
Venendo quindi allo scopo e alla natura di questo giornale online, poco altro posso dire se non che raccolga l’esperienza e la curiosità di soggettività diverse: studenti dei primi anni, neolaureati ed ospiti esterni all’Università di Pisa. Troverete rubriche di discipline differenti curate da neolaureati o tesisti. Ogni mese arricchiremo il sito di articoli, spesso tratti da dati sperimentali reali provenienti dai laboratori dell’Università. Ma anche punti di vista, servizi ed opinioni sul mondo della salute mentale in questi anni difficili per il nostro paese. Sempre aggiornata “real time” sarà la pagina su bandi di concorso locali ed internazionali, ma anche sugli appuntamenti e le iniziative della nostra materia.
In maniera presuntuosa abbiamo l’ambizione, se non di dire cose nuove, almeno di rileggere le esistenti con lo spirito critico e la curiosità di chi vorrebbe provare a capovolgere i canoni attraverso cui si è soliti osservare i fenomeni naturali e sociali. Ci ispiriamo all’originalità che portò lo stesso William James a domandarsi se piangiamo perché siamo tristi o paradossalmente ci sentiamo tristi perché piangiamo. Nel nostro giornale non crediamo che il ruolo della scienza sia quello di disvelare la verità, ammesso che ne esista una. Piuttosto "gli scienziati" ci paiono dei voyeur dei fenomeni fisici, naturali e sociali. L'importante credo stia nella consapevolezza che guardando dal buco della serratura non vedremo mai tutta la stanza, ma solo qualche gustoso particolare.