La figura del Neuropsicologo in Italia: stato dell’arte

Per gli addetti ai lavori è oggi sempre più chiara la crescente richiesta di prestazioni attribuibili alla neuropsicologia clinica, ma questo è uno dei settori dove l’asimmetria informativa tra esperti e profani è talmente grande da relegare spesso la disciplina ad ambito specialistico e di non chiara fruibilità ed utilità per i cittadini.
La neuropsicologia, nei suoi molteplici campi di applicazione, può essere genericamente definita come la “scienza applicata che riguarda l’espressione comportamentale di disfunzioni cerebrali” (Lezak et al., 2004).
Gli ambiti di applicazione sono molteplici: diagnostico, clinico, sperimentale nonché riabilitativo.
Citiamo a questo proposito un frammento tratto da un importante documento della Associazione Italiana di Neuropsicologia a cura di Molinari, Mion, Benuzzi e Tocchini :
 
“La neuropsicologia ha un ampio numero di applicazioni nella pratica clinica. All’originale enfasi sulla valutazione dei cambiamenti cognitivi/comportamentali si è affiancata, con la crescita del sapere neuropsicologico e di discipline ad essa affini, l’individuazione di categorie diagnostiche sempre più definite e lo sviluppo di metodologie di trattamento.
 
In breve sono obiettivi della neuropsicologia:
 
 - LA DIAGNOSI –L’esame neuropsicologico è necessario per l’individuazione precoce di disfunzioni cognitive. E’ utile nel discriminare tra sintomi psichiatrici e neurologici.
Permette di avere informazioni complete sullo status cognitivo ed emotivo del paziente, da condividere con il paziente stesso, con i caregiver o con gli operatori sanitari. La rivalutazione a distanza di tempo consente inoltre di monitorare gli effetti di interventi neurochirurgici e l’efficacia di trattamenti farmacologici e piani riabilitativi.
 
 - TRATTAMENTO RIABILITATIVO – Previa un accurata valutazione neuropsicologica, il neuropsicologo è in grado di progettare un appropriato trattamento riabilitativo, che verrà attuato dai tecnici della riabilitazione, per i paziente con cerebro lesione”
 
Centrale è però la questione di chi possa occuparsi di neuropsicologia e chi sia il neuropsicologo.
Attualmente in Italia la figura di Neuropsicologo non è definita a livello legislativo. Le figure sanitarie che si occupano di neuropsicologia all’interno del SSN sono varie: gli psicologi, che, secondo quanto vedremo poco avanti, dovrebbero essere la sola figura davvero legittimata a svolgere tali prestazioni, i medici (neurologi, geriatri e talvolta psichiatri) ed in misura ancor maggiore le professioni sanitarie della riabilitazione (logopedisti, fisioterapisti, terapisti occupazionali ecc).
 
Ma la Neuropsicologia non si occupa di diagnosi e riabilitazione del processi cognitivi?
 
Almeno è quello che chiaramente espone questo decreto ministeriale:
“La Valutazione e la Riabilitazione dei disturbi cognitivi sono da considerarsi prestazioni esclusivamente riservate agli Psicologi  (D.M. 24.07.2006)”.
Se la neuropsicologia appunto viene definita così, appare chiaro che l’unica figura professionale abilitata a queste prestazioni è lo Psicologo regolarmente iscritto alla sezione A dell’albo degli Psicologi.
Sezione a cui si accede dopo aver frequentato Corsi di Laurea Magistrale in Neuropsicologia come quelli dell’università di Padova o Cesena o Corsi di Laurea in Psicologia Clinica o Cognitiva dove c’è una grande quantitativo di CFU appartenenti alla Psicologia Generale, Clinica e Psicologia Biologica o Fisiologica, insegnamenti centrali per una buona formazione in neuropsicologia. Dopodiché, è necessario superare l’Esame di Stato dove è necessario prepararsi in molti ambiti, tra cui in particolare Psicologia Clinica, del Lavoro, delle Sviluppo e Neuropsicologia!
 
A confermare la specificità dell’attività neuropsicologia agli Psicologi è anche il riassetto delle scuole di Specializzazione di Area Psicologica, dove troviamo il decreto Ministeriale sopra citato:
 
L’inclusione delle prestazioni neuropsicologiche nella più vasta classe delle prestazioni Psicologiche, viene comunque ribadita ulteriormente dal D.M. 24.07.2006 di Riassetto delle Scuole di Specializzazione di Area Psicologica che ha compreso la “Neuropsicologia” tra le scuole di specializzazione di area psicologica. La frequentazione di una Scuola di Specializzazione in Neuropsicologia i cui corsi hanno durata quinquennale e sono aperti esclusivamente a chi è in possesso dell’abilitazione alla professione di Psicologo è, al momento, la sola modalità di ottenimento del titolo di “Specialista in Neuropsicologia”.
 
 
Perciò, da quanto finora analizzato, la Neuropsicologia è un’attività clinica di diagnosi e cura dei processi cognitivi, comportamentali, affettivi e relazionali: si tratta di ambiti e settori integralmente compresi nel novero delle prestazioni riservate, in via esclusiva, agli Psicologi iscritti all’Albo dalla L. 56/1989. E’ altresì vero che la Neuropsicologia clinica è un settore che richiede una notevole preparazione teorico-pratica, non solo nella neuropsicologia e nella psicologia dei processi cognitivi, ma anche una buona conoscenza di materie non di competenza psicologica, come la neurologia o la neuro-radiologia.
La Scuola di Specializzazione in Neuropsicologia per il momento conferisce il solo titolo di “specialista in Neuropsicologia” ma non attribuisce allo specialista la capacità di esercitare con esclusività le attività di diagnosi e cura dei processi cognitivi, così come per la Psicologia Clinica, della Salute e del Ciclo di Vita.
 
Emerge, chiaramente espressa, la competenza dello psicologo (anche non specializzato in Neuropsicologia), nella diagnosi e riabilitazione neuropsicologica, nonché emerge che non vi è bisogno di considerare la neuropsicologia in modo diverso da come si considerano le altre branche di attività psicologica, il cui titolo specialistico è acquisibile dopo la laurea. Non vi è stata né vi sarà sanatoria per la psicologia clinica, per la psicologia della salute né per la valutazione psicologica, per citare le specializzazioni post lauream relative all’offerta formativa dell’Università La Sapienza di Roma”
(Revisione della normativa italiana sulla figura del Neuropsicologo, Associazione Italiana di Neuropsicologia).
 
Lo specializzato in Neuropsicologia che ha però maturato all’interno del percorso formativo un numero minimo di ore nell’ambito della psicoterapia potrà iscriversi all’albo degli Psicoterapeuti (all’interno di ogni Ordine regionale è prevista una sezione diversa per gli Psicologi che abbiano seguito un corso di formazione almeno quadriennale in Psicoterapia sia esso in una Università Pubblica che in un ente privato accreditato dal MIUR) ed esercitare la professione.
Emerge dunque la necessità di definire le competenze di ruolo dello Psicologo che opera nel campo della Neuropsicologia. Di tale necessità si stanno occupando le Associazioni di professionisti della Neuropsicologia come la Società degli Psicologi dell’Area Neuropsicologica (SPAN), la Società Italiana di Neuropsicologia (SINP) e l’Associazione Italiana di Neuropsicologia (AINP), le quali hanno formulato varie proposte che saranno esaminate nel prossimo articolo.
 
Gruppo Interdisciplinare di Neuroriabilitazione (Pisa)
Dott. Emanuele Colombini
Dott. Alfonso D’Apuzzo