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Settimana Oncologica 2017 - 27^ Edizione

Dal 3 al 9 aprile si svolgerà la 27a edizione della Settimana Oncologica promossa dall'Associazione Oncologica Pisana "Piero Trivella" per riunire in un complesso di manifestazione tutti coloro che, a diverso titolo, contribuiscono alle attività in campo oncologico. Sono previste diverse iniziative dal seminario scientifico alla cinematerapia, dal concerto del Coro del teatro dell'Alambicco alla cena sociale fino ai banchetti nei supermercati Coop della città. Per maggiori informazioni rivolgersi in segreteria (050 46217) dalle 9 alle 12 dal lunedì al venerdì.

Petizione: Il Corso di Psicologia di Pisa è un valore da difendere

L'instabilità del corso di Psicologia Clinica e della Salute di Pisa è un fatto assodato: l'applicazione futura della “Riforma Gelmini” e delle normative Ministeriali, come sappiamo, richiederanno numeri più elevati di organico docenti affinché un Corso di Laurea (CdL) possa essere avviato.

Una cosa piccola ma buona

E adesso?
E adesso si passa ai fatti, perché non siamo quel tipo di persone che lanciano il sasso e nascondono la mano.
Siamo riconoscenti a Criticamente e alla sua redazione che ci hanno permesso di raggiungervi tutti o quasi, ma purtroppo non è il momento di dilungarsi in ringraziamenti, dobbiamo cercare di arrivare immediatamente al sodo.
Sappiamo che siete spaventati, spaventati ed arrabbiati, ma non è il momento di mollare il timone, ora più che mai, è necessario che ognuno di noi metta a disposizione del corso qualche minuto della propria vita.

Il corso di Psicologia di Pisa appeso a un filo

Di Gianmaria Mancioppi e Maria Cotov
 
Un solitario sarà sobrio, pio, porterà un cilicio; ebbene, egli sarà santo: ma io non lo chiamerò virtuoso che quando avrà compiuto qualche atto di virtù da cui gli altri uomini avranno tratto beneficio. Fintanto che è solo, non agisce né bene né male; per noi non è niente.
[Voltaire, Dizionario Filosofico]
 
È da tempo che i corsi di laurea triennale e magistrale di Pisa in Scienze e Tecniche di Psicologia della Salute e in Psicologia Clinica e della Salute traballano sotto il naso di studenti e docenti.
Negli ultimi mesi la questione della loro sostenibilità è diventata un problema, che non può più essere ignorato e che, al contrario, deve essere subitaneamente risolto.
Spesso ci siamo chiesti se le voci che giravano a proposito dell’imminente chiusura del corso fossero vere, ma guardandoci intorno non ne abbiamo mai avuto la lampante certezza. Troppo spesso, abbandonati al quieto vivere, abbiamo creduto di abitare il migliore dei mondi possibili e certi di tale convinzione abbiamo continuato, dolcemente, a naufragare in questo mare.
La recente visita, non certo di piacere, presso la sede del Rettorato, ci ha permesso di visionare documenti (pubblici) sullo stato dell’arte dei nostri corsi di laurea. L’inquietante realtà dei fatti non fornisce che una risposta ed una sola: “l’instabilità del corso esiste, come anche la possibilità che esso venga chiuso”.
Se si punta lo sguardo al 2017, gli effetti della riforma Gelmini sull’università si abbatteranno sul nostro corso esigendo numeri e certezze che ad oggi non siamo in nessun modo in grado schierare.
Ma il problema è anche a breve termine: Per poter garantire il mantenimento del corso, infatti, devono essere presenti i così detti “docenti di riferimento”: 3 docenti per anno (per un totale di 15), interni all’università (non ricercatori e docenti esterni a contratto!), che devono avere l’incarico di un’attività didattica nel corso di studio.
Alla luce delle recenti modifiche nell’organico, con alcune dipartite, non vi è affatto la certezza che il corso di laurea sia in grado di mettere in campo il numero sufficiente di docenti di riferimento necessari, con la conseguente ipotesi di chiusura.
A mostrare una maggiore sofferenza è (al contrario di quanto si possa ritenere) il corso di laurea triennale, il quale deve schierare 9 docenti di riferimento e che è maggiormente colpito dalle recenti perdite, in termini di personale docente strutturato. Sofferenza che comunque si riverbera, anche, sul corso di laurea magistrale.
Gli scenari peggiori che si profilano all’orizzonte sono i seguenti: una prima possibilità si esplica nella chiusura del corso tutto (per almeno un anno), con la speranza di reclutare successivamente un numero sufficiente di docenti strutturati che possano garantire la continuità del corso; una seconda opzione si traduce nella chiusura selettiva del corso di laurea triennale (ugualmente, per almeno un anno, nella speranza di trovare al più presto docenti che consentano la riapertura); una terza possibilità è la chiusura del solo corso di laurea magistrale.
Cosa comporta tutto ciò?

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