Analisi descrittiva dei profili cognitivi dei bambini con ADHD alle scale WISC-III e WISC-IV

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da patterns persistenti di inattenzione, iperattività e/o impulsività, inappropriati per il livello di sviluppo raggiunto dall’individuo, presenti in diversi contesti di vita del bambino e tali da comprometterne il funzionamento sociale, scolastico e occupazionale (S. Vicari, M.C. Caselli). L’inattenzione si manifesta tramite divagazione dal compito, mancanza di perseveranza, difficoltà a mantenere l’attenzione e disorganizzazione, mentre i sintomi di iperattività e l’impulsività si palesano attraverso un’ eccessiva attività motoria, logorrea e  evidenti difficoltà ad attendere il proprio turno nel gioco o nella conversazione. 

Sonno REM: un’attività mentale proto-cosciente?

Il sonno REM può essere considerato a tutti gli effetti un’attività paradossale: differentemente da quanto accade nel NREM, in esso si assiste alla parziale riattivazione del sistema reticolare attivante- per mezzo delle cosiddette cellule REM-on (le cellule del tegmento del peduncolo pontino e laterodorsale, a modulazione colinergica, e le cellule pontine gigantocellulari, il cui neuromodulatore è tutt’oggi sconosciuto).

Visione complessiva sulla balbuzie

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la balbuzie è un “disordine del ritmo della parola, per cui il paziente sa cosa vorrebbe dire, ma nello stesso tempo, non è in grado di dirlo a causa di arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono che hanno carattere di involontarietà”. Può essere altresì definita come una nevrosi della parola poiché è legata alla fonazione che si usa continuamente nella vita relazionale e sociale.

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