Articoli più letti oggi

  • La dipendenza affettiva

    L’amore rappresenta il bisogno e la capacità di trascendere noi stessi e, insieme ad un altro, creare una realtà nuova. Talvolta, quando si altera l'equilibrio tra il dare e il ricevere, tra il proprio confine e lo spazio condiviso, l'amore può trasformarsi, invece che in un'occasione di crescita ed arricchimento, in una gabbia senza prospettive di fuga. Questo è quello che succede quando si scivola nella dipendenza affettiva.

  • La Wechsler intelligence scale for children, WISC-IV

    L’articolo di questo mese si focalizza sulla descrizione e sull’evoluzione dello strumento di valutazione del funzionamento intellettivo più utilizzato al mondo per i bambini: la Wechsler Intelligence Scale for Children. È il 2003 e negli Stati Uniti, nasceva la Wechsler Intelligence Scale for Children-Forth Edition, WISC IV  (Wechsler, 2003), in Italia la sua uscita ha tardato di quasi un decennio ed è avvenuta solo nel febbraio del 2012.

  • La Fiaba come valore e strumento educativo

    La favola può essere certamente intesa come una specifica forma di linguaggio espressivo utile a far crescere i bambini e a potenziare in loro la capacità di parlare dei propri vissuti interiori. La psicologia di C.G. Jung ha fornito molti strumenti concettuali che permettono di cogliere il senso delle fiabe, i loro insegnamenti e gli effetti che queste hanno avuto da sempre in tutti noi.

  • Il monitoraggio routinario degli esiti della psicoterapia: il sistema CORE

    Studiare gli effetti della psicoterapia sul cervello di cui si è parlato nel precedente articolo rimanda necessariamente ad un argomento ben più ampio: l’efficacia degli interventi psicologici. Purtroppo nella pratica clinica misurare i cambiamenti dal punto di vista neurofisiologico sarebbe dispendioso in termini di tempo e denaro, e probabilmente non aggiungerebbe informazioni sulprocesso psicodinamico. 

  • "Psicoterapia equestre", è possibile?

    Torniamo a discutere di un argomento già trattato nella nostra rubrica, vale a  dire l'utilizzo del cavallo in ambito riabilitativo e clinico. Il cavallo, animale spesso associato alle terapie alternative proponibili in età di sviluppo, viene qui visto in un'ottica differente, tutta da discutere...
     
    Spesso abbiamo sentito parlare di "Ippoterapia" e comunemente, questo termine viene associato alla "Pet Therapy"....ma vediamo di fare un po' di ordine concettuale...

  • Le emozioni distruttive

    Le emozioni distruttive: la rabbia, il desiderio, l'illusione
     
    Premessa: il seguente articolo non tratta prettamente gli ambiti della psicologia sociale, ma propone una visione integrata che prende spunto dagli ambiti dell'antropologia culturale, dall'antropologia delle religioni nello specifico dalla filosofia buddista. Considerando le dinamiche di gruppo, non possiamo non soffermarci sull'agire sociale del singolo: complesso, sfaccettato, pluridimensionale.
     

  • Neuropsicologia della schizofrenia. Il rapporto tra la memoria episodica, la formazione del senso del sé e i sintomi schizofrenici.

    La schizofrenia è universalmente considerata la più grave malattia mentale poiché comporta una continua difficoltà nel mantenere un solido contatto con la realtà e la dissociazione di funzioni mentali che nella persona non schizofrenica sono inscindibili. Con fatica, infatti, possiamo immaginare cosa voglia dire pensare a qualcosa e allo stesso tempo sentire che non siamo noi a pensare, ma che a farlo sia qualche altra forza, o persona, o spirito ecc. Questo però rappresenta soltanto un esempio di cosa sia la realtà mentale di una persona affetta da schizofrenia.

  • Omicidio-Suicidio

    Per chi si fosse perso l'interessante seminario tenuto dal Professore Ferracuti a Pisa in data 17 Aprile, riporto sotto i punti focali e le ultime ricerche del Professore assieme ai suoi collaboratori sul tema dell'Omicidio-Sucidio.Con il termine omicidio-suicidio ci si riferisce ai casi in cui una persona si toglie la vita dopo aver commesso uno o più omicidi.

  • “Alda Merini, L’altra verità. Diario di una diversa”: ma diversa da chi?

    Prefazione di Michele Gnoffo
     
    L'autrice dell'articolo Giada Pasquinucci, studentessa della Scuola di Studi Umanistici e della Formazione, corso di laurea triennale in Lettere Moderne Università degli Studi di Firenze, ha toccato un tasto che da sempre viene elicitato; i concetti di normalità, patologia e salute sono in realtà più complessi di quanto comunemente si pensi. La fragilità di tali concetti si esprime nella difficoltà di una univoca interpretazione, ed è “normale” a questo punto che ognuno di noi sia partecipe nel dare un proprio senso soggettivo alla risposta di tale questione. 
    Forse è proprio nella tendenza genuina alla comprensione della soggettività che potremmo trovare un'ottica più umana. 
    Questo articolo fornisce a mio parere importanti spunti per chi legge, per posizionarsi per un momento in una prospettiva più critica al riguardo di un tema molto intimo perchè si affaccia nell'oscuro mondo delle nostre paure per il diverso e l'estraneo: entrambi aspetti percepibili in chi ci sta accanto, in chi non conosciamo, o in una parte di noi stessi. 
     

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