Jacopo Agrimi

Informazioni Personali

Biografia

Dottorando di ricerca (PhD candidate) in Medicina Traslazionale Presso Scuola Superiore Sant'Anna.
Trainee presso John Hopkins University School of Medicine
Dottore in Psicologia Clinica e della Salute presso l'Università di Pisa.

Cronologia

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Articoli scritti

  • Eutanasia: La promessa dell'assassino

    Eutanasia, una parola complicata, chiacchierata e ruvida per descrivere un evento occorso per millenni tra la razza umana: Il suicidio assistito.
    Non è nella natura e nei fini di questo giornale entrare nel merito del dibattito legislativo su tale condizione, quindi, nonostante la mia posizione personale favorevole al garantire quello che considero un diritto inalienabile alla scelta, mi limiterò a porre a me stesso e a voi lettori alcuni interrogativi solo di natura sociale e psicologica.

  • La caduta degli dei e la Brain-Heart Axis

    Fin dai suoi albori la “medicina moderna” è stata segnata da una rigida compartimentalizzazione delle parti che compongono il corpo umano. Questo modello ha portato alla nascita di studi e competenze sempre più specializzate sulle singole funzioni d’organo, fosse esso il cuore, il rene o qualsiasi altro distretto del nostro organismo.

  • Una partita ancora tutta da giocare

    La scelta peggiore, nei grandi momenti di tensione e cambiamento che a volte si incrociano nelle strade della nostra vita, è ragionare con la pancia invece di usare la testa. Perdere la capacità di analizzare in modo razionale i fatti e farsi prendere dalle vampate delle emozioni è una reazione deleteria e controproducente.

  • Breve guida alla visione di Inside Out

    Sabato pomeriggio davanti al computer visione in streaming dell’ultimo lungometraggio Pixar, Inside Out. Dopo un’ora e mezza letteralmente a bocca aperta. Il film diretto con la consulenza di neuroscienziati e psicologi è un piccolo capolavoro dal messaggio potente e da una sapiente originalità nel mescolare precisi rifermenti scientifici con una fantasia che cattura. 
    Da “scienziato” della mente proverò a buttarvi giù un decalogo di riferimenti alla teoria della psicologia presenti nel film, così da aiutarvi a gustare questa “chicca” fino in fondo.

  • Al nuovo Anno Accademico

    Emanuela Castro & Jacopo Agrimi
    Il 17 Settembre entrerete in quelle aule tanto diverse da quelle delle scuole superiori, e con tanta tensione e tanta euforia, risponderete a quelle 80 domande che determineranno se potrete o meno dichiararvi uno studente in Psicologia. Il 17 Settembre a Pisa si svolgerà la prova di ammissione per il corso triennale in Scienze e Tecniche di Psicologia della Salute. Quanti sarete? Tutti ve lo dicono fin da ora: troppi.

    Nella migliore delle ipotesi, tutti voi siete già al corrente che la laurea triennale fornisce il titolo di "Tecnico Psicologo" e tutti conoscete la differenza tra questa dicitura e quella di Dottore in Psicologia, che otterrete solo dopo la laurea magistrale. Nella migliore delle ipotesi, tutti voi sapete già che per diventare Psicologo "vero", si deve passare l'Esame di Stato. Vale a dire, siete a conoscenza che la discussione della vostra seconda tesi di laurea non sarà sufficiente, bensì sarà necessario superare altre 4 prove (3 scritte ed una orale) che compongono la prova di stato. Anche se ho provato ad essere ottimista, sono quasi certa che la maggior parte di voi non è a conoscenza del fatto che prima di poter accedere all'Esame di Stato, si deve eseguire un anno di tirocinio post-lauream (non retribuito) per un totale di 1000 ore da svolgersi presso strutture convenzionate. Ma adesso lo sapete: tre più due anni di Università, un anno di tirocinio, qualche mese per la preparazione e lo svolgimento dell'Esame di Stato... Richiesta di iscrizione all'Albo Nazionale degli Psicologi...Ricevuta del numero identificativo della iscrizione e... HERE WE ARE, puoi dirti Psicologo. Se sei bravo, se rimani in pari, ci impiegherai più di sei anni. Sei anni non retribuiti (tralasciamo volutamente il capitolo delle Scuole di Specializzazione. Però voi che dovete fare il test di ingresso, per favore, non tralasciate).
    E poi? AlmaLaurea ci ha da poco (16 Aprile) mostrato i tassi di disoccupazione e i livelli retribuitivi della nostra categoria professionale. Leggendo il rapporto, la prima impressione rispetto alla nostra categoria professionale è positiva: solo 12,9% degli psicologi sono disoccupati. Continuando a leggere, scopriamo però che in media uno psicologo guadagna...962 euro al mese. E avete oramai più di 25 anni, quindi probabilmente avete spese più importanti e programmi più impegnativi da affrontare di quando eravate al primo anno di università. Ma so già che molti di voi sono rimasti con la testa a tre righe fa, quando vi ho parlato del tasso di disoccupazione. Così basso?! Eravate certi che sarebbe stato più alto. E lo è: infatti, AlmaLaurea considera occupati "tutti i laureati impegnati in altre attività, retribuite, anche se non coerenti con il titolo conseguito". Si tratta quindi di un dato che fornisce un descrizione molto parziale della reale realtà occupazionale della nostra categoria, anche se è il dato più aggiornato che attualmente si dispone.
    In ogni modo, numeri a parte, adesso siete laureati, abilitati e pronti per lavorare. Quello che dovete essere in grado di fare adesso è diagnosi, prevenzione, sostegno, riabilitazione. Nella pratica, sapete pochissimo. Quello che il mondo del lavoro vi chiede di sapere invece è tantissimo. E soprattutto, variegatissimo. Se vi sentite molto preparati sulla psicologia clinica, probabilmente avete difficoltà con la psicologia del lavoro. Se la psicologia del lavoro la conoscete, magari non conoscete quella dello sviluppo. Siete bravissimi e conoscete pure quella. Ma allora vi occupate anche di neuropsicologia? Conoscete la psicologia della salute? Potreste rispondere che non potete conoscere tutto. Ed è vero. Non possiamo. Eppure per essere pronti al mondo del lavoro, in teoria, dovremmo. Sarete così disperati e vi sentirete così poco competenti che dopo sei anni molti di voi inizieranno a raccogliere master (costosissimi), corsi di perfezionamento (dispendiosissimi), tirocini volontari (sì sì, volontari, e fatti anche con gioia) e alcuni di voi sceglieranno di fare la scuola di specializzazione (4 anni e un MARE di soldi) per non sentirsi così indifesi. E poi? E poi...962 euro al mese di media.
    Miei cari neodiplomati, so cosa pensate. "Ma voi Psicologia la rifareste?" Sì, la rifaremmo. Perché? Per molti motivi (per masochismo? Sì, probabilmente). Abbiamo scelto Psicologia come ognuno di noi sceglie la propria strada: per passione, per curiosità, per serendipità, per convenienza. Sì, dopo tutto quello che si scrive sopra, uso il termine "convenienza". Diceva Derek Bok: "Se pensi che l'istruzione sia costosa, prova con l'ignoranza". Conviene sapere. Stiamo parlando di cultura, perché affermiamo con convinzione che la psicologia è uno dei pilastri portanti della cultura del XX e del XXI secolo, disciplina trasversale sia alla "cultura scientifica" che a quella "umanistica", pratica o teorica. Ognuno di noi sceglie cosa fare della propria vita, a cosa dedicarsi, cosa imparare. Lo sceglie e ha il dovere di metterlo in pratica, di mostrarlo, di arricchirlo di utilizzarlo come strumento di comprensione di una realtà lavorativa e sociale sempre più multiforme e complessa. Gli psicologi hanno dedicato tempo, denaro e fatica, per diventare psicologi. Molti di noi ce la fanno. Spero che anche molti di voi, cari neo-diplomati, lavoreranno come psicologi. Dunque la domanda a cui penso adesso è: quanti di voi diranno che la cultura ed il sapere di cui la psicologia è portatrice conviene, è utile, alla fine di questo lungo percorso? A quanti di voi l'euforia del 17 Settembre non sarà passata?

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